L'isola - Jerà Resort & Residence - Vulcano Isole Eolie

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Vulcano

Vulcano

Vedendo per la prima volta Vulcano, quasi sospesa sul mare, si rimane stupiti per l’armonia e la forza dell’insieme, un'isola dove la fragranza della brezza marina si confonde col profumo dei giardini tipicamente eoliani. Nella vicina Vulcanello, in un immenso parco di pini marini, immerso nella particolare vegetazione mediterranea che degrada direttamente sugli scogli, si trova il Complesso Jerà Resort & Circolo Velico.
Si avranno a disposizione i migliori servizi, fanghi miracolosi, natura incontaminata, molti sport, buon cibo e relax garantito.

 
 

Vulcano insieme a Vulcanello sono le isole più vicine alla costa siciliana, delle incantevoli “sette sorelle” che costituiscono le Isole Eolie. Omero descrisse così l’immagine del regno di Eolo ”arrivammo all’isola Eolia. Qui abitava Eolo figlio di Ippote, caro agli Dei immortali. L’isola è natante, ha tutto intorno un muro di bronzo infrangibile e liscia si leva in alto una scogliera.” Infatti le rocce e i profili vulcanici sono la testimonianza della lava incandescente, evento che fece sorgere l’isola dalle profondità  marine.

 
 

Tra Vulcano e Lipari, dopo una serie di eruzioni marine,  è sorta nel 183 a.C. l’isola  di Vulcanello, di recente identificata con l’ Hefestia, dagli autori classici, il lembo di terra più  giovane d’Europa. . Solo nel XVI  secolo si è congiunta, dopo una incredibile tempesta, con Jerà, formando un istmo largo 200 metri, che ha dato vita alla splendida spiaggia di sabbie nere, nella baia di ponente e quella delle sabbie bianche a levante.
In quest’ ultima, a ridosso di un faraglione, una serie di fumarole, sia in mare che in spiaggia, riscaldano ininterrottamente la pozza termale di acqua salmastra e fango argilloso ad altissimo contenuto di zolfo.
L’intensa attività vulcanica delle isole, ha scoraggiato nell’antichità l’uomo e le sue durevoli forme abitative. Diodoro, Plinio e tanti altri scrivono , che l’isola era dedicata ad Hefesto , veniva chiamate dai romani Hierà , cioè la “sacra”.

 
 

Tutti i grandi poeti hanno cantato le loro inimmaginabili e leggendarie sfide. Il dio Vulcano viveva nell’ isola con la sua bella amata Venere e per lei, rispondendo alle sue richieste, per mantenere la sua bellezza, con le sue grandi mani scavava la pozza del fango, ora chiamata la “piscina di Venere“ o la”vasca della bellezza”.

 
 

Il compito di Hefesto era condiviso con Eolo, un dio che suscitava timore, venerazione, perché custodiva, nei suoi otri di pelle d’asino, le anime dei trapassati, nella qualità di giudice inappellabile, Eolo che trasforma gli spiriti in venti, Brezze o tempeste, a seconda dello spirito che estraeva dagli Otri.  Tutti naviganti al mattino attendevano con pazienza il montare delle brezze, unico motore dei legni antichi.

 
 
 
 
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